
Insieme ai suoi concittadini inglesi ha costruito una comunità amica dell’ambiente. Oggi imitata in tutto il mondo.
I giganti dell’azzardo piazzano una macchinetta ogni 150 abitanti. Sedotti dai guadagni facili, per baristi e tabaccai liberarsene è poi quasi impossibile, tra minacce e contratti capestro.
“Con il cibo che buttiamo possiamo sfamare migliaia di persone”. È il credo di tristram stuart, profeta antispreco che porterà anche da noi il suo “pranzo di massa”. A base di avanzi.
“T figlio non è vivace. È malato”. Dai siti ai fumetti, ecco come le aziende farmaceutiche ci preparano alla Guanfacina, l’ultimo rimedio contro l’iperattività.
Altro che barconi. La maggioranza dei migranti arriva in Italia come turista, arricchendo i trafficanti di visti e le multinazionali ingaggiate dai consolati.
INSP Christmas short story.
Sua Santità il Quattordicesimo Dalai Lama, uno dei leader spirituali più importanti dei nostri tempi, viaggia per il mondo per diffondere il suo messaggio di pace e riconciliazione. Durante il suo recente tour del Regno Unito dal titolo “Sii il cambiamento”, il 76enne Dalai Lama ha rilasciato un’intervista esclusiva all’International Network of Street Papers (Rete Internazionale dei Giornali di Strada), di cui fa parte Terre di Mezzo. L’intervista e lo straordinario servizio fotografico sono state stampate in contemporanea sui giornali di strada di tutto il mondo.
Marzo 1959: le truppe Cinesi stroncano un tentativo di ribellione in Tibet. Tenzin Gyatso, il Quattordicesimo Dalai Lama, decide di scappare in India. All’epoca aveva solo 24 anni, e il futuro gli appariva sicuramente cupo.
Dopo anoressia e bulimia a far tremare genitori e specialisti italiani è la sindrome degli Ikikomori: niente scuola, nè amici, centinaia di teenager si chiudono in camera.
Una nuova patologia rivoluziona la vita delle persone. Costrette a fuggire da profumi e altri prodotti industriali.
Ogni giorno, in Italia, 4 persone vengono arrestate per stalking. Scontata la pena, 1 su 3 ricommette reato. Eppure una cura ci sarebbe.
Laureata in Scienze Politiche e con un Master in Diritti Umani e Gestione dei Conflitti, Giulia Binazzi sin dall’inizio del suo percorso professionale ha lavorato in difesa di minori e adulti in difficoltà, affrontando temi politicamente “caldissimi”. Con UNHCR è stata accanto ai rifugiati. Con Medici Senza Frontiere si è occupata delle persone sbarcate in Sicilia. Oggi è impegnata al Naga, associazione che offre assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita a cittadini stranieri irregolari e non, rom, sinti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura.
Marina Cometto è una donna, moglie e mamma molto impegnata e combattiva. Ha iniziato a lavorare a 15 anni e ha smesso quando è nata la secondogenita Claudia che, a partire da un problema verificatosi al momento della nascita, è stata una bambina e oggi è una persona con grave disabilità.
Sabina Eleonori è consulente presso Terre di Mezzo Editore, nello staff di Terre Eventi. Nel suo percorso professionale ha collaborato alla realizzazione di numerose iniziative e progetti nel campo dell’intercultura, fra cui “Intermundia” a Roma e il progetto internazionale INDIE (Inclusion and Diversity in Education) promosso dal British Council. Attualmente è responsabile del progetto culturale ed educativo dell’annuale fiera dell’ economia sostenibile/Fa’ la Cosa Giusta! (Milano) e curatrice del “Laboratorio di scrittura creativa per bambini”.
Elena Parasiliti è una giornalista e, da circa due anni, Direttore Responsabile di Terre di mezzo – street magazine, storico giornale di strada italiano rinnovato un anno fa e facente capo alla rete internazionale INSP (International Network of Street Papers).
Il merito non È dello stato, ma di un imprenditore che ha trasform ato un quartiere di casermoni in un’opera d’arte. “Apri questa porta sopra un letto di fiori. Madre del sole, sei voce, suono, parola, nome, affacciati alla vita. Grida a questa terra, smuovi il sangue a Librino”. Il suono delle campane, diffuso dagli altoparlanti sul cavalcavia, riecheggia una, due, tre volte, in questa strada senza piazza, senza chiesa e senza campanile, a Catania.
Irvin mostra con orgoglio le sue nuove Scarpe da tennis, bianche e immacolate come I jeans e la camicia che indossa. Le ha pagate 90 euro. Ha 17 anni e tanto gel nei capelli. Visto così, con quel suo sguardo scaltro, potrebbe sembrare un adolescente qualunque. Ma non lo è. Alle spalle ha un lungo viaggio, da un villaggio sui monti del Kosovo fi no a Venezia. Non vuole raccontare come è arrivato, dice solo: “Ho fatto la banana in mezzo alle casse di frutta”.
Come palline di un flipper. Nel 2008 oltre 5 mila Profughi sono rimasti imprigionati in un braccio di mare, tra la grecia e l’italia. Alza tre dita. Una per ogni volta che è approdato, nascosto a bordo di un traghetto, nei porti di Ancona, Bari o Venezia. Sbarchi non riusciti perché Javat, afghano di 21 anni, è sempre stato scoperto dalla polizia e rispedito a Patrasso, in Grecia.